Calcola subito quanto recuperi, controlla se i tuoi mezzi rientrano e presenta la domanda dal 1° ottobre, solo per via telematica.
Stima, non una liquidazione: l'importo esatto dipende dai litri fatturati per targa in ciascun periodo. Ipotesi: consumi distribuiti in modo uniforme nel trimestre, tutti i litri entro 1 litro per km. Aliquote da note ADM e Gazzetta Ufficiale.
| Media ponderata del trimestre | |
| Litri ammessi (mezzi × litri) |
Quattro requisiti, che devono valere tutti insieme. Metà delle domande che riceviamo arriva da chi è escluso senza saperlo.
Conta chi ha la disponibilità esclusiva del veicolo, non chi lo possiede. Vanno bene proprietà, leasing, patto di riservato dominio, usufrutto, noleggio senza conducente e comodato fra imprese iscritte all'Albo, purché ci sia un contratto scritto da allegare alla prima dichiarazione.
Oltre all'autotrasporto merci, l'art. 24-ter riconosce il beneficio al trasporto di persone di linea: enti pubblici e imprese pubbliche locali, autoservizi interregionali statali, autoservizi regionali e locali. Restano esclusi i veicoli di categoria M1, quelli fino a otto posti oltre al conducente.
Le imprese stabilite in altri Stati dell'Unione che non presentano la dichiarazione dei redditi in Italia hanno diritto al beneficio solo come rimborso in denaro, e presentano la domanda all'ufficio ADM individuato in base allo Stato di stabilimento.
Il rimborso è la differenza fra l'accisa pagata e i 403,22 € ogni 1.000 litri che restano a carico dell'autotrasporto. Nel 2026 l'accisa è stata tagliata e ripristinata più volte: dentro lo stesso trimestre ci sono più aliquote, e il giorno del rifornimento conta quanto i litri.
| Rifornimenti | Accisa | Rimborso | Provvedimento |
|---|---|---|---|
| 1 - 3 luglio | 622,90 | 219,68 | Taglio di 5 centesimi (decreto MEF-MASE 5 giugno 2026) |
| 4 - 27 luglio | 672,90 | 269,68 | Nessun taglio in vigore: aliquota ordinaria 2026 |
| 28 luglio - 17 settembre | 532,90 | 129,68 | Taglio di 14 centesimi, prorogato a catena fino al DL 157/2026 |
| 18 - 30 settembreda definire | 532,90 | 129,68 | Il calcolatore assume che il taglio regga. Se decade, questi giorni valgono 269,68. |
L'HVO usato al posto del gasolio rientra nel beneficio, ma se rispetta i criteri di sostenibilità sconta un'accisa propria di 617,40 €, quindi un rimborso di 214,18 nei periodi ad aliquota piena. Quello non conforme segue il gasolio.
La prova della conformità viene dal fornitore. Senza, ADM applica il trattamento del prodotto non conforme. Nel 2° trimestre 2026 questo ha prodotto un modello con nove quadri diversi, uno per ogni combinazione di prodotto e periodo: è la ragione per cui i litri vanno tenuti separati fin dalla raccolta, non ricostruiti a fine trimestre.
Se qualcuno ti promette 0,21 € al litro sta usando l'aliquota del 2024, ferma a 214,18. Se ti promette 462,90 ogni 1.000 litri sta sottraendo il numero sbagliato: quello è il risultato di 672,90 meno 210, non meno 403,22.
Le cifre giuste per gli ultimi due anni: 214,18 fino al 14 maggio 2025; 229,18 dal 15 maggio 2025; 269,68 dal 1° gennaio 2026, con le riduzioni che vedi nella tabella qui sopra. Ogni riga è verificabile sulla nota ADM del trimestre.
Una dichiarazione per trimestre, entro il mese successivo. Dal 1° ottobre 2026 cambia il canale.
Litri e chilometri di ogni mezzo, con la data di ogni rifornimento: nel 2026 è la data che decide l'aliquota.
ADM pubblica la nota del trimestre con gli importi definitivi, il modello e il software per compilarlo.
Con la firma digitale del legale rappresentante e l'abilitazione al servizio.
Se l'ufficio non nega e non chiede integrazioni, da lì il credito è compensabile in F24.
Per il credito da usare in compensazione la dichiarazione passa esclusivamente dal Servizio Telematico Doganale: niente più PEC né carta. In cambio il silenzio-assenso si dimezza. Chi non è abilitato deve muoversi prima di ottobre.
La legge dice "entro il mese successivo". Quando l'ultimo giorno cade di sabato, ADM in passato ha spostato la chiusura al primo giorno lavorativo: per il 4° trimestre 2025, con il 31 gennaio di sabato, la finestra fissata dalla nota del 18 dicembre 2025 era dal 1° gennaio al 2 febbraio 2026.
È probabile che succeda lo stesso a ottobre, ma la data buona è quella che scriverà la nota ADM del trimestre, attesa a fine settembre. Non è una regola su cui costruire la pianificazione: presentare l'ultimo giorno significa anche spostare in avanti di un giorno il momento in cui il credito diventa spendibile.
L'istanza di adesione si compila online sul portale ADM, si stampa e si consegna firmata a un ufficio doganale abilitato entro trenta giorni, con un documento d'identità. L'autorizzazione viene rilasciata dall'ufficio, che genera le credenziali.
ADM non pubblica un tempo medio di rilascio. L'unico termine scritto è quello dei trenta giorni per consegnare l'istanza stampata, quindi chi parte a fine ottobre rischia di non arrivare in tempo per la finestra.
Il termine del mese successivo non è perentorio: la dichiarazione tardiva è ammessa. Il limite vero è la decadenza di due anni dell'art. 14 del Testo Unico Accise, che per ADM decorre dal primo giorno del mese successivo al trimestre.
In pratica si recuperano fino a otto trimestri, uno per dichiarazione, ciascuno con il modello e le aliquote del suo trimestre. Il calcolatore qui sopra ti mostra quali sono ancora aperti e quando scadono, uno per uno.
Lo scegli nella dichiarazione. Quasi tutti prendono la compensazione, perché non dipende dai tempi dell'ufficio.
Codice tributo 6740, compensabile con IVA, ritenute, contributi e imposte sui redditi. Nel campo della rateazione va il trimestre seguito dall'anno dei consumi, per esempio 0326 per il terzo trimestre 2026; nel campo anno, quello di presentazione della dichiarazione. Al credito non si applica il tetto dei 250.000 euro dei crediti da quadro RU.
L'errore che costa caro è un altro: usare il credito prima che si sia formato il silenzio-assenso. La Cassazione, con l'ordinanza 21542 del 2025, ha stabilito che è una violazione sostanziale e va sanzionata anche quando il credito è reale e spettante. Il credito nasce con l'assenso, non con l'invio.
Alla fine il rimborso è questo: le fatture del gasolio di un mezzo, ognuna nel suo periodo di aliquota. Ecco come si legge un trimestre vero.
| Rifornimento | Documento | Litri | € / 1.000 l | Credito |
|---|---|---|---|---|
| 2 lug | Q8 · carta carburante | 620 | 219,68 | 136,20 |
| 13 lug | DKV · riepilogo quindicinale | 1.180 | 269,68 | 318,22 |
| 24 lug | Eni · carta carburante | 940 | 269,68 | 253,50 |
| 5 ago | DKV · riepilogo quindicinale | 1.310 | 129,68 | 169,88 |
| 16 ago | AS24 Villach, Austria | 780 | fuori | 0,00 |
| 19 ago | Q8 · carta carburante | 1.070 | 129,68 | 138,76 |
| 27 ago | Distributore stradale, fattura senza targa | 610 | scartato | 0,00 |
| 2 set | Eni · carta carburante | 1.240 | 129,68 | 160,80 |
| 9 set | DKV · riepilogo quindicinale | 980 | 129,68 | 127,09 |
| Litri ammessi su 9.730 fatturati | 7.340 | 1.304,45 | ||
Il rimborso è la differenza fra l'accisa italiana e i 403,22 euro che restano a carico dell'impresa. Su un pieno fatto all'estero l'accisa italiana non è mai stata pagata, quindi non c'è niente da restituire: quei litri vanno tenuti fuori già in fase di raccolta, non tolti dopo.
Esistono procedure di rimborso negli altri Paesi, con regole e aliquote proprie, ma sono domande diverse presentate ad amministrazioni diverse.
Chi rifornisce dalla cisterna aziendale non ha una fattura per targa: ha le fatture di acquisto del deposito, con l'e-DAS che certifica quando il prodotto è arrivato, e deve ripartire i litri erogati fra i mezzi ammessi. Il deposito va dichiarato nel modello, con capacità e autorizzazioni, e sopra i 5 metri cubi serve il codice ditta assegnato da ADM.
È il punto in cui si sbaglia più spesso: la Cassazione, con la sentenza 36175 del 2023, ha negato il beneficio a chi aveva taciuto un secondo serbatoio, perché il gasolio non era più tracciabile.
MiMuovo legge le fatture del gasolio voce per voce, dalle carte carburante e dai fornitori della cisterna, e mette ogni rifornimento sotto la targa giusta, con la sua classe Euro, la sua data e quindi la sua aliquota. A fine trimestre i litri ammessi sono già separati per periodo, pronti per il modello ADM, e i mezzi esclusi sono segnalati prima dell'invio.
Nessun contatore da installare, niente scatole sui mezzi. Partiamo dalle fatture elettroniche e dalle carte carburante che hai già: sono le stesse prove che ADM chiede in caso di controllo.
Questi quattro valgono da soli la maggior parte dei crediti negati e dei recuperi che arrivano anni dopo.
I due anni di decadenza corrono dal primo giorno del mese successivo al trimestre. Un trimestre del 2024 lasciato indietro oggi è già in scadenza.
Se la targa non è nel file della fattura elettronica quei litri non esistono, e non si recuperano più: la Cassazione ha escluso anche le integrazioni successive.
Il software non blocca niente: la dichiarazione passa, il credito arriva, e il recupero con sanzioni arriva dopo. La classe si legge dal libretto, non dall'anno.
Il credito nasce con il silenzio-assenso, non con l'invio. Usarlo prima è sanzionato anche se il credito è vero.
Tutti i casi in cui ADM nega, revoca o recupera il credito, uno per uno, con la norma e la pronuncia di riferimento.
Leggi l'articolo ApprofondimentoCosa serve su mezzi, gasolio e chilometri, come si prova la classe Euro, cosa fare se il gasolio esce dalla tua cisterna.
Leggi l'articoloNon c'entrano con le accise, ma si perdono nello stesso modo: per distrazione. Spettano a chi guida in prima persona i propri trasporti in conto terzi, e vanno indicate nel modello Redditi 2026, che si presenta entro il 2 novembre.
Gli importi li fissa ogni anno il MEF: quelli sopra valgono per il periodo d'imposta 2025 e sono stati comunicati il 23 giugno 2026. La deduzione spetta una sola volta per ogni giorno di trasporto, qualunque sia il numero di viaggi.
C'è anche il credito d'imposta caro gasolio 2026, che è un'altra cosa ancora: copre fino al 70% della maggiore spesa per il gasolio rispetto a febbraio 2026, vale per il conto terzi con mezzi Euro 5 e 6, si chiede sulla piattaforma ADM ed è cumulabile con il rimborso accise.
La differenza tra l'accisa pagata e i 403,22 euro ogni 1.000 litri che restano a carico dell'autotrasportatore. Con l'accisa ordinaria 2026 di 672,90 euro il rimborso pieno è di 269,68 euro ogni 1.000 litri, cioè quasi 27 centesimi al litro. Nei periodi in cui il Governo ha tagliato l'accisa il rimborso scende di pari importo: per esempio 129,68 euro ogni 1.000 litri con l'accisa a 532,90.
Le imprese di autotrasporto merci in conto terzi iscritte all'Albo, le imprese in conto proprio con licenza e le imprese di altri Stati UE con i requisiti, per i veicoli di massa complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate di categoria Euro 5 o superiore. Vale anche per il trasporto persone di linea (TPL e autoservizi).
Sì. Chi trasporta merci proprie con licenza in conto proprio (edilizia, inerti, spurghi, distribuzione, rifiuti) ha diritto al rimborso alle stesse condizioni del conto terzi: mezzi da 7,5 tonnellate in su ed Euro 5 o superiore.
No. Il beneficio riguarda solo i veicoli con massa complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate. Furgoni e veicoli fino a 3,5 tonnellate sono esclusi, anche se Euro 6.
Sì. Sono esclusi i veicoli Euro 4 o inferiori (dal 1° gennaio 2021) ed Euro 3 (dal 1° ottobre 2020). Euro 5 ed Euro 6 rientrano.
Dal 1° ottobre 2026, entro il mese successivo al trimestre. Il 31 ottobre 2026 cade di sabato: per il 4° trimestre 2025, con lo stesso problema, ADM aveva fissato la finestra dal 1° gennaio al 2 febbraio 2026. Conviene comunque non arrivare all'ultimo giorno. Dal 1° ottobre 2026 la dichiarazione per il credito in compensazione si presenta solo per via telematica.
Sì. La dichiarazione tardiva è ammessa entro il termine di decadenza di due anni previsto dall'art. 14 del Testo Unico Accise, che decorre dal giorno in cui il rimborso poteva essere chiesto. In pratica si recuperano fino a otto trimestri, uno per dichiarazione.
Con il modello F24, codice tributo 6740, in compensazione con imposte e contributi, dal giorno successivo al silenzio-assenso. Il credito va usato entro il 31 dicembre dell'anno successivo a quello in cui è sorto; le eccedenze non compensate si possono chiedere in denaro entro il 30 giugno dell'anno seguente.
Per il credito in compensazione vale il silenzio-assenso: 60 giorni dalla presentazione, che scendono a 30 per le dichiarazioni telematiche dal 1° ottobre 2026. Il rimborso in denaro richiede invece la liquidazione da parte dell'ufficio e tempi più lunghi.
Sì, se acquistato in Italia con fattura e ricevuto con e-DAS nel deposito aziendale: nella dichiarazione c'è un quadro dedicato, con il codice ditta ADM per i serbatoi sopra i 5 mc. I litri erogati vanno ripartiti per targa, e il deposito va dichiarato con capacità e autorizzazioni.
No. Il rimborso riguarda solo il gasolio su cui è stata pagata l'accisa italiana. I rifornimenti all'estero vanno tenuti fuori dalla dichiarazione.
No. Per il rimborso accise dell'autotrasporto contano le fatture di acquisto del gasolio con la targa, i litri per veicolo e i chilometri percorsi. MiMuovo lavora sulle fatture e sulle carte carburante che hai già, senza hardware da montare.
Per effetto del decreto-legge 89/2026, poi confluito nella legge 113/2026, la dichiarazione con richiesta di credito da usare in compensazione si presenta esclusivamente tramite il Servizio Telematico Doganale, e il silenzio-assenso scende da 60 a 30 giorni. Chi non è ancora abilitato al servizio deve presentare l'istanza di adesione prima di ottobre. Per il rimborso in denaro non cambia nulla.
Il recupero accise è una funzione della piattaforma MiMuovo, compresa nel canone mensile per mezzo. La verifica iniziale su un trimestre di fatture è gratuita e arriva in 48 ore.
Ci mandi le fatture del gasolio di un trimestre e l'elenco targhe. In 48 ore hai i litri ammessi per targa, i mezzi esclusi e la cifra del rimborso, trimestre per trimestre.